Grande
partecipazione
all’open day
in cantiere holzius
di Montebelluna

C’è un momento in cui l’architettura smette di essere racconto, rendering o promessa e torna a essere esperienza concreta. È ciò che è accaduto durante l’open day organizzato da holzius nel cantiere di Montebelluna, che ha visto una partecipazione ampia e attenta di progettisti, committenti e persone interessate ad approfondire il tema del costruire in legno massello puro. Per molte delle persone presenti non si trattava del primo incontro con holzius. Alcuni partecipanti avevano già preso parte ad altre visite in cantiere nei mesi precedenti, tornando ancora una volta per osservare da vicino il sistema costruttivo, approfondire dettagli progettuali e confrontarsi direttamente con tecnici e professionisti. Un aspetto che racconta bene come il percorso verso la realizzazione di una casa naturale richieda tempo, consapevolezza e soprattutto relazione.

L’incontro ha permesso di entrare fisicamente nella struttura, osservare i dettagli costruttivi e comprendere dal vivo il funzionamento di un sistema che utilizza esclusivamente legno massello, senza colle né parti metalliche.

Durante il pomeriggio si sono alternati gli interventi dei committenti, dell’architetto Enrico Zamattia di ez architettura e dell’architetto Luisa Tentonello, consulente bioedile del progetto, che ha approfondito il tema “Il sistema holzius puro legno: la bioedilizia in pratica”, accompagnando i partecipanti in una riflessione concreta sul rapporto tra materiali, comfort abitativo e qualità dell’abitare.

“Ci stiamo rendendo conto sempre di più che il cantiere è il luogo in cui nasce davvero la fiducia”, commenta Filippo Galetto, responsabile Italia holzius. “Le persone hanno bisogno di vedere, toccare, percepire gli spazi e confrontarsi direttamente con chi ha già fatto questa scelta. È un processo che richiede tempo, ma proprio per questo genera relazioni autentiche e una consapevolezza molto più profonda del progetto.”

L’evento si è concluso con un aperitivo conviviale tra i partecipanti, confermando ancora una volta quanto il cantiere possa diventare non solo un luogo tecnico, ma anche uno spazio di incontro, dialogo e condivisione attorno a un diverso modo di costruire e abitare.