Russi, quando la sostenibilità si
tocca con mano

Il 27 novembre, a Russi (RA), il cantiere della famiglia Babini si è trasformato per un giorno in un “laboratorio a cielo aperto” dell’abitare naturale: una casa in costruzione in puro legno holzius, aperta a architetti, tecnici e potenziali committenti privati per vedere da vicino cosa significa, concretamente, parlare di sostenibilità.

La casa è realizzata con il sistema in legno massiccio senza colla né metalli di holzius, completato dalle soluzioni naturali di naturalia-bau per isolamento, tenuta all’aria e finiture. Una combinazione che mette al centro alcuni valori condivisi: materiali coerenti con i cicli naturali, attenzione alla salubrità degli ambienti interni, comfort reale in tutte le stagioni e durabilità nel tempo. Qui il “green” non è un’etichetta, ma un insieme di scelte strutturali, tecniche e di filiera.

Nonostante il freddo, oltre 30 persone sono rimaste fino alla fine per toccare con mano la struttura in legno massiccio, osservare da vicino le stratigrafie e confrontarsi con chi, ogni giorno, vive questo cantiere. Il clima è stato quello di un dialogo autentico: domande, curiosità, scambi informali, tra il profumo del legno e la vista delle tavole di abete rosso alle pareti.

Su questo aspetto si è soffermato anche Filippo Galetto, responsabile commerciale Italia di holzius, sottolineando come «questa giornata abbia dimostrato chiaramente quanta voglia di coerenza ci sia, oggi, tra tecnici e potenziali clienti: chi partecipa a eventi come questo non cerca solo una casa in legno, ma vuole capire se dietro la parola sostenibilità ci sono davvero scelte concrete e verificabili».

Voci dal cantiere: dal “perché” del progetto al “come” si costruisce

Ad aprire la mattinata è stato Andrea Dell’Orto, giornalista esperto di sostenibilità, che ha inquadrato l’evento all’interno di un tema più ampio: i paradossi della sostenibilità “di facciata” e la necessità di verificarla sul campo, nei cantieri, nei materiali, nel modo in cui si costruisce e si abita. Un invito a guardare oltre gli slogan, per chiedersi se quello che raccontiamo è davvero coerente con quello che facciamo.

Subito dopo sono intervenuti i relatori tecnici, che da prospettive diverse hanno dato profondità al progetto.
Matteo Pontara di naturalia-bau ha mostrato come l’uso di materiali naturali, traspiranti e privi di sostanze dannose contribuisca a creare un involucro efficiente, salubre e durevole, capace di proteggere il legno e migliorare il comfort interno. Emanuele Goio, consulente bioedile, ha inserito il cantiere in una visione di architettura rigenerativa, in cui la casa non è un oggetto isolato ma parte di un ecosistema più ampio che coinvolge territorio, risorse e comunità. Marco Cesari di Soluzione Legno ha portato infine la voce del cantiere, raccontando la concretezza del lavoro quotidiano: il montaggio degli elementi, la cura dei dettagli, l’attenzione a ogni passaggio per fare in modo che il sistema holzius esprima al meglio le sue potenzialità.

Insieme, questi sguardi hanno trasformato la visita in un percorso completo: dal “perché” di certe scelte al “come” si traducono in pratica su ogni parete, nodo costruttivo, strato di isolamento.

Coerenza tra valori e dettagli costruttivi

Questo cantiere racconta in modo molto chiaro i valori condivisi da holzius e naturalia-bau. Per holzius, costruire in puro legno massiccio senza colla né metallo significa garantire una struttura che respira, che rimane ispezionabile nel tempo, che mantiene il legame con il materiale naturale di partenza: il legno, proveniente da una gestione rispettosa delle foreste.

Per naturalia-bau, accompagnare questo sistema con isolanti e soluzioni di tenuta naturali vuol dire completare l’involucro in modo coerente: non affiancare a un sistema puro materiali “fortemente tecnici” e poco compatibili, ma scegliere componenti che rispettano la traspirabilità, la salubrità degli ambienti e la riduzione dell’impatto ambientale lungo il ciclo di vita.

Il risultato è una casa che riflette un principio semplice ma impegnativo: se parli di sostenibilità, ogni strato, ogni materiale, ogni scelta di cantiere deve “tenere insieme” racconto e realtà.

Grazie e… appuntamento in primavera

Un grazie speciale va alla famiglia Babini per l’ospitalità e per la scelta coraggiosa di aprire la propria casa durante i lavori, a Marco Cesari (Soluzione Legno) per l’organizzazione dell’evento e ai relatori Andrea Dell’Orto, Matteo Pontara, Emanuele Goio e Filippo Galetto per aver accompagnato la visita con competenza e visione. E naturalmente grazie a tutte le persone che hanno partecipato, sfidando il freddo per cercare risposte vere su cosa significhi abitare una casa in legno naturale.

L’open day di Russi non è un punto di arrivo, ma una tappa. In primavera è previsto un secondo evento sullo stesso cantiere, quando i lavori saranno a uno stadio più avanzato: sarà l’occasione per rientrare in questa casa, vedere l’evoluzione del progetto e continuare il percorso di conoscenza sul sistema holzius e sulle soluzioni naturali che lo completano.

Perché, per holzius, la sostenibilità non è uno slogan: è qualcosa che si vive in cantiere, passo dopo passo, fino a diventare qualità dell’abitare.